

Ti piacciono le sorprese? Generalmente a questa domanda risponderei di sì. Un bel regalo inaspettato, la visita di qualcuno che ti mancava, una festa per il tuo compleanno. Ma, pensandoci bene, ci sono degli ambiti in cui le sorprese non sono molto gradite o positive. Uno di questi è il cibo. Recentemente hanno parlato al telegiornale di episodi poco gradevli di ciò che si può nascondere dentro ciò che mangiamo. Ma non solo. Penso che tutti ormai avranno visto in tv gli espisodi di Gordon Ramsey che va in giro nei vari ristoranti d’America e trova celate nelle cucine e negli ingredienti stessi che andranno a comporre i piatti, delle mostruosità indescrivibili che ti fanno passare completamente la voglia di andare a mangiare fuori. Ma perchè succede questo? La risposta più ovvia è la crisi, la necessità di risparmiare. Risparmiare è giusto, siamo tutti d’accordo, ma per quanto riguarda il cibo e il nutrimento, non si deve mai puntare a fare economia. Quello che mangiamo è la principale fonte che costituisce il nostro benessere fisico e mentale.

L’industria è una catena di montaggio in cui l’attenzione e la cura per l’alimento, spesso viene messa in secondo piano per avvantaggiare la produzione di quantitativi molti alti. Questa è la principale differenza che si può trovare tra industria e artigianato. Dovete sapere che l’artigiano fa il proprio lavoro al di là del guadagno. Certamente non lo fanno per la gloria, non sono qui a raccontarvi una favola, è ovvio che lo scopo finale è comunque guadagnarci qualcosa. Quello che cerco di dire però è che alla base del lavoro dell’artigiano c’è prima di tutto la passione, è questo l’ingrediente segreto per il successo. Di qualsiasi ambito si stia parlando, l’operato artigianale avrà sempre una marcia in più rispetto a quello industriale. La ricerca dell’ingrediente migliore, la lavorazione prettamente manuale, l’attenzione e la cura dei dettagli, fanno sì che il lavoro artigianale punti più sulla qualità che sulla quantità. E ovviamente, soprattutto di questi tempi, la qualità si paga, non ci si può risparmiare sopra.
Ma la qualità è sinonimo di sicurezza, sai cosa mangi, sai cosa compri, sai cosa indossi.
Vuoi un abito che duri oltre il primo lavaggio in lavatrice? Vai nel negozio di fiducia, dove sai che i vestiti sono confezionati con cura, che i tessuti non sono stati comprati a buon mercato da qualche Paese asiatico (senza offesa per nessuno di questi Paesi ovviamente), non vai al grande magazzino.
Vuoi un tavolo in legno che duri nel tempo e che non perda la verniciatura dopo qualche mese? vai dal falegname, non vai all’Ikea (di nuovo, senza offesa per il signor Ikea che so che ci legge tutti i giorni)
E ora vi preannuncio già che faremo i presuntuosi… vuoi una pizza artigianale che non ti rimanga sullo stomaco e che sai come viene fatta e da dove vengono gli ingredienti che la compongono? Vai da Strapizzami (
), non vai al supermercato!

Le nostre pizze, ma soprattutto tutti gli ingredienti che le compongono, vengono costantemente analizzati dalla Dott.ssa Martinez, una biologa alimentare che ci informa sulla genuinità dei prodotti e dei loro componenti. Innanzi tutto partiamo dalle farine: sicuramente non utilizziamo la farina comprata al supermercato a 0,80€ per fare il nostro impasto. Bensì, siamo andati direttamente al Mulino a scegliere 7 tipologie di grani differenti che andassero a comporre poi una miscela specifica per noi. Questa è la farina che usiamo per creare gli impasti, senza puntare ovviamente al risparmio. Si sa la pizza, è come per i dolci, è uno dei pasti più economici da fare. Gli ingredienti base sono 5: acqua, sale, lievito, olio e farina. Ma sono proprio questi ingredienti base e il modo di lavorarli che determineranno il risultato finale.
Vogliamo parlare poi della farcitura? Eccovi un paio di esempi:
Mozzarella, mozzarella di bufala, bufala affumicata a fascine, scamorza affumicata, ricotta: provenienti dal caseificio campano I due Pini, che si avvale solo del latte del suo allevamento e non stressa i propri animali, per questo motivo la produzione non avviene in grossi quantitativi, ma come dicevo prima, punta alla qualità.
Prosciutto crudo: toscano o umbro allevato a ghianda.
Non stiamo a menzionare nuovamente tutti i prodotti di nicchia e originari dei vari luoghi di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti se no rischiamo di farvi addormentare davanti al computer.
Tutto questo per dirvi che la qualità, anche se costa, paga! Sapere cosa si mangia è fondamentale per non avere sorprese sgradite.
Noi a Strapizzami, mettiamo al primo posto la qualità e il cliente a discapito del guadagno, come ogni professionista artigiano fa per passione. Perchè se voi siete contenti, anche noi lo siamo e se voi state bene, stiamo bene pure noi!


Ti piacciono le sorprese? Generalmente a questa domanda risponderei di sì. Un bel regalo inaspettato, la visita di qualcuno che ti mancava, una festa per il tuo compleanno. Ma, pensandoci bene, ci sono degli ambiti in cui le sorprese non sono molto gradite o positive. Uno di questi è il cibo. Recentemente hanno parlato al telegiornale di episodi poco gradevli di ciò che si può nascondere dentro ciò che mangiamo. Ma non solo. Penso che tutti ormai avranno visto in tv gli espisodi di Gordon Ramsey che va in giro nei vari ristoranti d’America e trova celate nelle cucine e negli ingredienti stessi che andranno a comporre i piatti, delle mostruosità indescrivibili che ti fanno passare completamente la voglia di andare a mangiare fuori. Ma perchè succede questo? La risposta più ovvia è la crisi, la necessità di risparmiare. Risparmiare è giusto, siamo tutti d’accordo, ma per quanto riguarda il cibo e il nutrimento, non si deve mai puntare a fare economia. Quello che mangiamo è la principale fonte che costituisce il nostro benessere fisico e mentale.

L’industria è una catena di montaggio in cui l’attenzione e la cura per l’alimento, spesso viene messa in secondo piano per avvantaggiare la produzione di quantitativi molti alti. Questa è la principale differenza che si può trovare tra industria e artigianato. Dovete sapere che l’artigiano fa il proprio lavoro al di là del guadagno. Certamente non lo fanno per la gloria, non sono qui a raccontarvi una favola, è ovvio che lo scopo finale è comunque guadagnarci qualcosa. Quello che cerco di dire però è che alla base del lavoro dell’artigiano c’è prima di tutto la passione, è questo l’ingrediente segreto per il successo. Di qualsiasi ambito si stia parlando, l’operato artigianale avrà sempre una marcia in più rispetto a quello industriale. La ricerca dell’ingrediente migliore, la lavorazione prettamente manuale, l’attenzione e la cura dei dettagli, fanno sì che il lavoro artigianale punti più sulla qualità che sulla quantità. E ovviamente, soprattutto di questi tempi, la qualità si paga, non ci si può risparmiare sopra.
Ma la qualità è sinonimo di sicurezza, sai cosa mangi, sai cosa compri, sai cosa indossi.
Vuoi un abito che duri oltre il primo lavaggio in lavatrice? Vai nel negozio di fiducia, dove sai che i vestiti sono confezionati con cura, che i tessuti non sono stati comprati a buon mercato da qualche Paese asiatico (senza offesa per nessuno di questi Paesi ovviamente), non vai al grande magazzino.
Vuoi un tavolo in legno che duri nel tempo e che non perda la verniciatura dopo qualche mese? vai dal falegname, non vai all’Ikea (di nuovo, senza offesa per il signor Ikea che so che ci legge tutti i giorni)
E ora vi preannuncio già che faremo i presuntuosi… vuoi una pizza artigianale che non ti rimanga sullo stomaco e che sai come viene fatta e da dove vengono gli ingredienti che la compongono? Vai da Strapizzami (
), non vai al supermercato!

Le nostre pizze, ma soprattutto tutti gli ingredienti che le compongono, vengono costantemente analizzati dalla Dott.ssa Martinez, una biologa alimentare che ci informa sulla genuinità dei prodotti e dei loro componenti. Innanzi tutto partiamo dalle farine: sicuramente non utilizziamo la farina comprata al supermercato a 0,80€ per fare il nostro impasto. Bensì, siamo andati direttamente al Mulino a scegliere 7 tipologie di grani differenti che andassero a comporre poi una miscela specifica per noi. Questa è la farina che usiamo per creare gli impasti, senza puntare ovviamente al risparmio. Si sa la pizza, è come per i dolci, è uno dei pasti più economici da fare. Gli ingredienti base sono 5: acqua, sale, lievito, olio e farina. Ma sono proprio questi ingredienti base e il modo di lavorarli che determineranno il risultato finale.
Vogliamo parlare poi della farcitura? Eccovi un paio di esempi:
Mozzarella, mozzarella di bufala, bufala affumicata a fascine, scamorza affumicata, ricotta: provenienti dal caseificio campano I due Pini, che si avvale solo del latte del suo allevamento e non stressa i propri animali, per questo motivo la produzione non avviena in grossi quantitativi, ma come dicevo prima, punta alla qualità.
Prosciutto crudo: toscano o umbro allevato a ghianda.
Non stiamo a menzionare nuovamente tutti i prodotti di nicchia e originari dei vari luoghi di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti se no rischiamo di farvi addormentare davanti al computer.
Tutto questo per dirvi che la qualità, anche se costa, paga! Sapere cosa si mangia è fondamentale per non avere sorprese sgradite.
Noi a Strapizzami, mettiamo al primo posto la qualità e il cliente a discapito del guadagno, come ogni professionista artigiano fa per passione. Perchè se voi siete contenti, anche noi lo siamo.


Ti piacciono le sorprese? Generalmente a questa domanda risponderei di sì. Un bel regalo inaspettato, la visita di qualcuno che ti mancava, una festa per il tuo compleanno. Ma, pensandoci bene, ci sono degli ambiti in cui le sorprese non sono molto gradite o positive. Uno di questi è il cibo. Recentemente hanno parlato al telegiornale di episodi poco gradevli di ciò che si può nascondere dentro ciò che mangiamo. Ma non solo. Penso che tutti ormai avranno visto in tv gli espisodi di Gordon Ramsey che va in giro nei vari ristoranti d’America e trova celate nelle cucine e negli ingredienti stessi che andranno a comporre i piatti, delle mostruosità indescrivibili che ti fanno passare completamente la voglia di andare a mangiare fuori. Ma perchè succede questo? La risposta più ovvia è la crisi, la necessità di risparmiare. Risparmiare è giusto, siamo tutti d’accordo, ma per quanto riguarda il cibo e il nutrimento, non si deve mai puntare a fare economia. Quello che mangiamo è la principale fonte che costituisce il nostro benessere fisico e mentale.
L’industria è una catena di montaggio in cui l’attenzione e la cura per l’alimento, spesso viene messa in secondo piano per avvantaggiare la produzione di quantitativi molti alti. Questa è la principale differenza che si può trovare tra industria e artigianato. Dovete sapere che l’artigiano fa il proprio lavoro al di là del guadagno. Certamente non lo fanno per la gloria, non sono qui a raccontarvi una favola, è ovvio che lo scopo finale è comunque guadagnarci qualcosa. Quello che cerco di dire però è che alla base del lavoro dell’artigiano c’è prima di tutto la passione, è questo l’ingrediente segreto per il successo. Di qualsiasi ambito si stia parlando, l’operato artigianale avrà sempre una marcia in più rispetto a quello industriale. La ricerca dell’ingrediente migliore, la lavorazione prettamente manuale, l’attenzione e la cura dei dettagli, fanno sì che il lavoro artigianale punti più sulla qualità che sulla quantità. E ovviamente, soprattutto di questi tempi, la qualità si paga, non ci si può risparmiare sopra. Ma la qualità è sinonimo di sicurezza, sai cosa mangi, sai cosa compri, sai cosa indossi.
Vuoi un abito che duri oltre il primo lavaggio in lavatrice? Vai nel negozio di fiducia, dove sai che i vestiti sono confezionati con cura, che i tessuti non sono stati comprati a buon mercato da qualche Paese asiatico (senza offesa per nessuno di questi Paesi ovviamente), non vai al grande magazzino.
Vuoi un tavolo in legno che duri nel tempo e che non perda la verniciatura dopo qualche mese? vai dal falegname, non vai all’Ikea (di nuovo, senza offesa per il signor Ikea che so che ci legge tutti i giorni)
E ora vi preannuncio già che faremo i presuntuosi… vuoi una pizza artigianale che non ti rimanga sullo stomaco e che sai come viene fatta e da dove vengono gli ingredienti che la compongono? Vai da Strapizzami (
), non vai al supermercato!

Le nostre pizze, ma soprattutto tutti gli ingredienti che le compongono, vengono costantemente analizzati dalla Dott.ssa Martinez, una biologa alimentare che ci informa sulla genuinità dei prodotti e dei loro componenti. Innanzi tutto partiamo dalle farine: sicuramente non utilizziamo la farina comprata al supermercato a 0,80€ per fare il nostro impasto. Bensì, siamo andati direttamente al Mulino a scegliere 7 tipologie di grani differenti che andassero a comporre poi una miscela specifica per noi. Questa è la farina che usiamo per creare gli impasti, senza puntare ovviamente al risparmio. Si sa la pizza, è come per i dolci, è uno dei pasti più economici da fare. Gli ingredienti base sono 5: acqua, sale, lievito, olio e farina. Ma sono proprio questi ingredienti base e il modo di lavorarli che determineranno il risultato finale. Vogliamo parlare poi della farcitura? Eccovi un paio di esempi:
Mozzarella, mozzarella di bufala, bufala affumicata a fascine, scamorza affumicata, ricotta: provenienti dal caseificio campano I due Pini, che si avvale solo del latte del suo allevamento e non stressa i propri animali, per questo motivo la produzione non avviena in grossi quantitativi, ma come dicevo prima, punta alla qualità.
Prosciutto crudo: toscano o umbro allevato a ghianda.
Non stiamo a menzionare nuovamente tutti i prodotti di nicchia e originari dei vari luoghi di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti se no rischiamo di farvi addormentare davanti al computer.
Tutto questo per dirvi che la qualità, anche se costa, paga! Sapere cosa si mangia è fondamentale per non avere sorprese sgradite.
Noi a Strapizzami, mettiamo al primo posto la qualità e il cliente a discapito del guadagno, come ogni professionista artigiano fa per passione. Perchè se voi siete contenti, anche noi lo siamo.


Ti piacciono le sorprese? Generalmente a questa domanda risponderei di sì. Un bel regalo inaspettato, la visita di qualcuno che ti mancava, una festa per il tuo compleanno. Ma, pensandoci bene, ci sono degli ambiti in cui le sorprese non sono molto gradite o positive. Uno di questi è il cibo. Recentemente hanno parlato al telegiornale di episodi poco gradevli di ciò che si può nascondere dentro ciò che mangiamo. Ma non solo. Penso che tutti ormai avranno visto in tv gli espisodi di Gordon Ramsey che va in giro nei vari ristoranti d’America e trova celate nelle cucine e negli ingredienti stessi che andranno a comporre i piatti, delle mostruosità indescrivibili che ti fanno passare completamente la voglia di andare a mangiare fuori. Ma perchè succede questo? La risposta più ovvia è la crisi, la necessità di risparmiare. Risparmiare è giusto, siamo tutti d’accordo, ma per quanto riguarda il cibo e il nutrimento, non si deve mai puntare a fare economia. Quello che mangiamo è la principale fonte che costituisce il nostro benessere fisico e mentale.
L’industria è una catena di montaggio in cui l’attenzione e la cura per l’alimento, spesso viene messa in secondo piano per avvantaggiare la produzione di quantitativi molti alti. Questa è la principale differenza che si può trovare tra industria e artigianato. Dovete sapere che l’artigiano fa il proprio lavoro al di là del guadagno. Certamente non lo fanno per la gloria, non sono qui a raccontarvi una favola, è ovvio che lo scopo finale è comunque guadagnarci qualcosa. Quello che cerco di dire però è che alla base del lavoro dell’artigiano c’è prima di tutto la passione, è questo l’ingrediente segreto per il successo. Di qualsiasi ambito si stia parlando, l’operato artigianale avrà sempre una marcia in più rispetto a quello industriale. La ricerca dell’ingrediente migliore, la lavorazione prettamente manuale, l’attenzione e la cura dei dettagli, fanno sì che il lavoro artigianale punti più sulla qualità che sulla quantità. E ovviamente, soprattutto di questi tempi, la qualità si paga, non ci si può risparmiare sopra. Ma la qualità è sinonimo di sicurezza, sai cosa mangi, sai cosa compri, sai cosa indossi.
Vuoi un abito che duri oltre il primo lavaggio in lavatrice? Vai nel negozio di fiducia, dove sai che i vestiti sono confezionati con cura, che i tessuti non sono stati comprati a buon mercato da qualche Paese asiatico (senza offesa per nessuno di questi Paesi ovviamente), non vai al grande magazzino.
Vuoi un tavolo in legno che duri nel tempo e che non perda la verniciatura dopo qualche mese? vai dal falegname, non vai all’Ikea (di nuovo, senza offesa per il signor Ikea che so che ci legge tutti i giorni)
E ora vi preannuncio già che faremo i presuntuosi… vuoi una pizza artigianale che non ti rimanga sullo stomaco e che sai come viene fatta e da dove vengono gli ingredienti che la compongono? Vai da Strapizzami (
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Le nostre pizze, ma soprattutto tutti gli ingredienti che le compongono, vengono costantemente analizzati dalla Dott.ssa Martinez, una biologa alimentare che ci informa sulla genuinità dei prodotti e dei loro componenti. Innanzi tutto partiamo dalle farine: sicuramente non utilizziamo la farina comprata al supermercato a 0,80€ per fare il nostro impasto. Bensì, siamo andati direttamente al Mulino a scegliere 7 tipologie di grani differenti che andassero a comporre poi una miscela specifica per noi. Questa è la farina che usiamo per creare gli impasti, senza puntare ovviamente al risparmio. Si sa la pizza, è come per i dolci, è uno dei pasti più economici da fare. Gli ingredienti base sono 5: acqua, sale, lievito, olio e farina. Ma sono proprio questi ingredienti base e il modo di lavorarli che determineranno il risultato finale. Vogliamo parlare poi della farcitura? Eccovi un paio di esempi:
Mozzarella, mozzarella di bufala, bufala affumicata a fascine, scamorza affumicata, ricotta: provenienti dal caseificio campano I due Pini, che si avvale solo del latte del suo allevamento e non stressa i propri animali, per questo motivo la produzione non avviena in grossi quantitativi, ma come dicevo prima, punta alla qualità.
Prosciutto crudo: toscano o umbro allevato a ghianda.
Non stiamo a menzionare nuovamente tutti i prodotti di nicchia e originari dei vari luoghi di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti se no rischiamo di farvi addormentare davanti al computer.
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Noi a Strapizzami, mettiamo al primo posto la qualità e il cliente a discapito del guadagno, come ogni professionista artigiano fa per passione. Perchè se voi siete contenti, anche noi lo siamo.

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Le nostre pizze, ma soprattutto tutti gli ingredienti che le compongono, vengono costantemente analizzati dalla Dott.ssa Martinez, una biologa alimentare che ci informa sulla genuinità dei prodotti e dei loro componenti. Innanzi tutto partiamo dalle farine: sicuramente non utilizziamo la farina comprata al supermercato a 0,80€ per fare il nostro impasto. Bensì, siamo andati direttamente al Mulino a scegliere 7 tipologie di grani differenti che andassero a comporre poi una miscela specifica per noi. Questa è la farina che usiamo per creare gli impasti, senza puntare ovviamente al risparmio. Si sa la pizza, è come per i dolci, è uno dei pasti più economici da fare. Gli ingredienti base sono 5: acqua, sale, lievito, olio e farina. Ma sono proprio questi ingredienti base e il modo di lavorarli che determineranno il risultato finale. Vogliamo parlare poi della farcitura? Eccovi un paio di esempi:
Mozzarella, mozzarella di bufala, bufala affumicata a fascine, scamorza affumicata, ricotta: provenienti dal caseificio campano I due Pini, che si avvale solo del latte del suo allevamento e non stressa i propri animali, per questo motivo la produzione non avviena in grossi quantitativi, ma come dicevo prima, punta alla qualità.
Prosciutto crudo: toscano o umbro allevato a ghianda.
Non stiamo a menzionare nuovamente tutti i prodotti di nicchia e originari dei vari luoghi di cui abbiamo parlato negli articoli precedenti se no rischiamo di farvi addormentare davanti al computer.
Tutto questo per dirvi che la qualità, anche se costa, paga! Sapere cosa si mangia è fondamentale per non avere sorprese sgradite.
Noi a Strapizzami, mettiamo al primo posto la qualità e il cliente a discapito del guadagno, come ogni professionista artigiano fa per passione. Perchè se voi siete contenti, anche noi lo siamo.